sabato 3 luglio 2010

Green Economy: una via per uscire dalla crisi

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L’economia verde come via per uscire dalla crisi è stato il tema al centro del dibattito svolto a Carpi nell’ambito della Festa nazionale del Partito Democratico sulla Green Economy. Al dibattito, moderato dal giornalista Paolo Tomassone, hanno partecipato esponenti nazionali del PD, del mondo cooperativo e dell’impresa.

Savino Gazza, vice presidente di Confindustria Emilia Romagna, ha sottolineato come i temi della new economy abbiano strettamente a che fare con le questioni legate alla ricerca e allo sviluppo su cui è necessario investire “senza trascurare però anche gli altri settori vivaci dell’economia, che danno segnali positivi anche in questo momento di crisi, e impegnandosi a ridurre i gap di competitività, snellendo la burocrazia”.
“Nella crisi noi dobbiamo fare due cose, una riguarda il presente e l’altra l’immediato futuro – ha commentato Ermete Realacci, responsabile nazionale del PD per la Green Economy – tenere presente il problema dell’equilibrio finanziario dei conti, occupandosi però della disoccupazione dilagante e creando occasioni di crescita e lavoro, e poi decidere verso quale modello di sviluppo andare. La Green economy rappresenta una via per uscire dalla crisi e crescere in futuro – ha spiegato Realacci – si pensi ad esempio a come sia stato un volano per l’economia il credito d’imposta sulle ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici voluta dal governo di centrosinistra, e non rifinanziato dal centrodestra”.
Stella Bianchi, responsabile ambiente del PD nazionale, ha ricordato i danni incalcolabili della manovra finanziaria “che tra i tanti difetti, ne ha uno peggiore degli altri: non individua nessuna strategia di sviluppo – ha spiegato Bianchi – per quanto riguarda l’economia verde inoltre il Governo non si è limitato a non rifinanziare le detrazioni fiscali del 55% per le riqualificazioni energetiche e le eco-case, ma con l’art. 45, che cancella i rimborsi automatici dei cosiddetti ‘certificati verdi’ ai produttori di energie rinnovabili, toglie ogni certezza alle imprese e al settore delle rinnovabili”. Aldo Soldi, presidente dell’associazione nazionale cooperative di consumatori, ha sottolineato come il sistema cooperativo sia favorevole alla green economy “in primo luogo per ragioni valoriali, perché dobbiamo trasmettere un’idea di impresa migliore alle future generazioni, e poi per ragino economiche”.